La Colmine sconosciuta

La Colmine è la montagna che separa il Comune di Varzo, a sud del Corno del Cistella, dal Comune di Crodo, fino poi a estendersi al Comune di Crevoladossola. Nella parte sommitale si snoda un bellissimo sentiero, in gran parte pressoché pianeggiante, che permette di percorrerla facilmente in tutta la sua lunghezza godendosi un riposante ambiente boschivo. Sui suoi lati vi sono diverse località raggiungibili da percorsi carrozzabili di montagna e facili mulattiere, ma anche, come nel caso dell’escursione qui proposta, luoghi impervi e poco conosciuti dalla maggior parte degli abituali frequentatori della zona. Dovendo affrontare difficoltà escursionistiche fino al grado T4 della scala svizzera, l’uscita è riservata a quanti dispongono di un discreto allenamento e non hanno difficoltà a superare tratti privi di sentiero e passaggi che presentano una certa esposizione. È ovviamente necessario disporre di calzature adeguate ed è vivamente consigliato l’utilizzo di bastoncini da camminata. Sul percorso non si trova acqua potabile, mentre la copertura telefonica è in genere presente lungo l’intero percorso, anche se può andare incontro a interruzioni. La durata prevista è di circa 7 ore.

DOVE

Ritrovo presso il parcheggio della stazione ferroviaria di Varzo (46.2064 N, 8.2451 E) e trasferimento in auto di circa 4 km fino alla località Dreuza (1020 m). La strada è interamente asfaltata, ma non essendo molto ampia può richiedere di effettuare delle retromarce all’incontro di altri veicoli.

PERCORSO

La prima parte dell’escursione si svolge lungo il comodo sentiero, avente anche funzione di tagliafuoco, che in circa un’ora permette di raggiungere la località Ciöi (1220 m). Lasciato il percorso segnalato, ci si inoltra nel fitto bosco verso sud fino a imboccare un canalone che sale ripido e impervio verso la sommità della Colmine. Dopo circa mezz’ora di cammino, il punto di uscita verso destra è poco evidente e si sviluppa lungo una facile cengia attrezzata con una cordina metallica, sulla quale è stata goliardicamente appesa una zampa di capra. Superato un tratto che presenta i resti delle attività dei boscaioli di un tempo, si giunge a un secondo passaggio obbligato, curiosamente attrezzato con un filo spinato. Tuttavia, non essendoci particolari difficoltà, si può fare a meno di utilizzare questo insolito ausilio. Sempre proseguendo verso sud e perdendo un po’ di quota, si perviene ai ruderi della località Cristal (o Crestal, circa 1400 m), posta su una panoramica rupe a picco sulla sottostante località Beglia. La scarsa conoscenza di tali zone è testimoniata dal fatto che su alcune cartine Beglia viene confusa con Saborsone. Inoltre, in assenza di documenti scritti, non si sa bene se la dizione corretta sia Cristal, come dicono alcuni, oppure Crestal, come sostengono altri. Aggirata sulla sinistra la roccia soprastante, sotto i cui strapiombi sono osservabili i resti di vecchi ripari attrezzati, si perviene a un rudere immerso nel bosco e, incontrata una traccia, si giunge a uno spettacolare masso sporgente che forma una sorta di grande tetto orizzontale. Poco sopra, il sentiero sale più ripido a contornare il lato orografico destro dell’impressionante canalone di Beglia. Alcuni tratti più scoscesi sono stati attrezzati con scalini e muri a secco, a ricordo di come nel passato la frequentazione di quel pendio fosse tutt’altro che sporadica. La traccia sbuca sulla parte sommitale della Colmine nei pressi della località Case Violi (1660 m). Prima di imboccare la via di discesa si può visitare il vicino alpeggio della Colmine di Fuori (1696 m), dove un’interessante cisterna a cielo aperto, provvista di un paio di abbeveratoi e di una scala a chiocciola in sasso nonché, verso il fondo, di una scala a pioli in legno, fa bella mostra di sé nei pressi dell’accogliente bivacco allestito dagli Alpini di Crevoladossola. Tornati a Case Violi, si prosegue per il comodo sentiero che attraversa la località Colmine di Dentro (1648 m), dove è visibile un’altra cisterna provvista di abbeveratoi in sasso e di un curioso braccio basculante realizzato con una tavola in legno recuperata da una vecchia mangiatoia. Sul luogo sono inoltre presenti alcune coppelle e dei grossi sassi che alcuni ipotizzano poter essere degli altari preistorici. Da lì si perviene in breve alla svolta che riporta a Ciöi attraverso la panoramica località Saborsone (1310 m).

...e ancora

 

 

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